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Tendenze

Riscoprire tendenze

Così come accade nel mondo della moda, anche l'arredamento vive di corsi e ricorsi. Materiali, colori, disegni e abbinamenti vengono riproposti attingendo dal passato, perché - naturalmente – tutto è già stato inventato e la reinterpretazione in chiave "moderna" è l'unico modo per ritrovare la creatività. Un altro elemento che condiziona le scelte progettuali legate alla casa è la nuova propensione al cambiamento; non tanto in un'ottica consumistica, poiché molti pezzi si conservano e altri si riciclano (ad esempio nella casa delle vacanze), ma piuttosto per ragioni legate a nuovi stili di vita.

Anche se il potere d'acquisto ultimamente sembra essere limitato dalle condizioni di mercato che tutti conosciamo, è pur vero che possiamo trovare molte occasioni per sostituire l'arredo di casa, completamente o in parte, senza particolari impegni economici, alleggeriti anche dalla possibilità dell'acquisto a rate, dalle occasioni offerte dai portali o dalla defiscalizzazione di certi interventi migliorativi. Oggi, fortunatamente, con il web abbiamo la possibilità di attivare una ricerca ad ampio raggio fra le proposte presenti sul mercato, individuando ciò che più ci piace e coinvolgendo solo in un secondo tempo l'architetto o il Punto Vendita. I nostri genitori acquistavano i mobili pensando fossero per sempre, apportando man mano solo piccole modifiche in tema di colore alle pareti o di qualche complemento: lampade, tappeti, rivestimenti… oggi il potere decisionale all'acquisto non è più prerogativa degli adulti, ma risente anche delle richieste pressanti di un figlio adolescente che chiede uno spazio tutto suo corredato di postazione informatica, senza la quale non può navigare in rete e soprattutto sui social. La generazione precedente faceva i compiti in cucina, oggi la cucina spesso è uno spazio unico con il soggiorno e se allo studente o a chi lavora da casa serve tranquillità, è ovvio che si debba ricreare un locale dedicato.

Nuovi modelli sociali richiedono, ancora, un'elasticità di funzioni e destinazioni: famiglie allargate, universitari fuori sede (speriamo non fuori corso!), nonni in gambissima che accudiscono nipoti, ospiti stranieri alla pari… insomma, è chiaro che un arredamento deve seguire la vita di famiglia, pronto a modificarsi secondo le nuove esigenze e, perché no, anche secondo le mode. E torniamo così al tema principale di questo articolo: cosa va di moda oggi? C'è davvero qualche novità sostanziale oppure sono gli stessi elementi rimescolati?

E allora ecco qui una breve analisi semiseria… Iniziamo dai colori: abbiamo avuto gli anni Cinquanta in tinte pastello, i Sessanta all'insegna della liberazione, i Settanta ancor più coraggiosi, gli Ottanta esuberanti negli accostamenti, i Novanta con qualche pausa di riflessione, i Duemila nelle tinte naturali. E oggi? Oggi vale tutto. Partiamo dagli anni Cinquanta: piastrelle in piccolo taglio per cucina e bagno, colori tenui e superfici facili da pulire, che brillassero a colpo d'occhio. Azzurrino, giallino, beige, con mobili in legno e divani in sacrosanta pelle. Negli anni Settanta c'è voglia di colore: come nell'abbigliamento, si vivacizzano persone e case; le cucine sono in laminato arancio, margheritone multicolor rivestono poltrone e nei lettoni si vedono lenzuola caleidoscopiche con le prime parure firmate dagli stilisti (Ken Scott, Pierre Cardin, solo per citarne alcuni). A terra, le piastrelle in graniglia lasciano posto al marmo, tirato a specchio da instancabili lucidatrici con dischi in feltro. Austerity a parte, le persone iniziano ad avere voglia di viaggiare e le case si riempiono di souvenir (nessuno resiste al fascino del mercatino folcloristico): ecco quindi il grande ventaglio appeso alla parete, il tavolino intarsiato, la maschera africana e il cuscino Batik, il papiro egiziano e la riproduzione del monumento famoso.

Dimenticate le domeniche a piedi, ecco che si affacciano gli anni Ottanta, increduli per il benessere ristabilito quasi a tempo pieno. Le case s'ingrandiscono, si riempiono di librerie che vanno da parete a parete e da terra a soffitto (Lema, Molteni&C, Poliform), di tappeti, grandi lampadari, oggetti, letti e divani enormi (Minotti, B&B Italia, Flexform, Flou), camini che riscaldano le famigerate "taverne". Va tanto il blu, meglio se accostato a legni caldi come il noce e il ciliegio, a volte addirittura insieme al mogano, che ritroviamo negli uffici di prestigio. Alle finestre tendaggi pesanti, disegni importanti oppure tinte unite che, in quel periodo, contribuivano a creare una certa atmosfera. E le cucine? Sempre più simili a quelle professionali, con attrezzature e dimensioni da far impallidire uno chef stellato (Boffi, Dada, Valcucine).

Un po' appesantiti da tutto ciò, gli anni Novanta cercano di smorzare i toni, reintroducendo essenze più chiare come betulla, acero e tinte all'anilina, che in realtà non sono mai passate di moda perché consentono di vedere la venatura del legno, però colorata. Ecco, piano piano si alleggerisce tutto e il motto del Duemila fra gli addetti ai lavori diventa "less is more – meno è meglio"… piano piano si sottrae: meno mobili, anche composti diversamente (Lago insegna), meno ingombri, più leggerezza, più aria, più vuoto. Ci sta pure il nanetto da giardino come citazione kitsch, ma rigorosamente su sfondo neutro, meglio se appoggiato su un tavolino di super design.

Ed eccoci finalmente ai giorni nostri. Gli aggettivi? Trasversale, globalizzato, ispirato, remixato. L'arredo è libero di mescolare volumi museali con suggestioni vecchia Europa, stanze vuote con piccoli angoli di meditazione, cucine-soggiorno e soggiorni-cucina e addio alle anticamere e ai disimpegni. Del resto, anche l'armadio è diventato una cabina che occupa un intero locale, e se per far questo devo ridurre la camera da letto, non è un problema. Idem per l'ambiente bagno: una volta nascosto, oggi ostentato con sauna e doccia multisensoriale, in sostituzione dell'anacronistica vasca da bagno. La regola è: nessuna regola. Ovviamente comandano i metri quadrati che si hanno a disposizione, ma in fatto di stile nulla impedisce di ricreare un ambiente accogliente come una baita in pieno centro città e un loft minimalista ad alta quota, giusto per fare un esempio. Chiaramente le case di lusso rispettano le caratteristiche di sempre: grandi, in zone particolarmente belle, con giardino e portici, piscina e palestra; in questo caso il minimalismo ha davvero senso, perché si sopperisce l'assenza di oggetti e arredi con il prestigio della location.

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Quando invece si tratta di piccole metrature, saranno i particolari "originali" a dare stile e personalità. Oggi sono particolarmente apprezzate le superfici materiche, come una piccola parete in sasso, oppure elementi a sorpresa come un camino a metanolo che non richiede canna fumaria e quindi posizionabile ovunque oppure, ancora, un pezzo vintage come un flipper o un jukebox. I colori sono perlopiù chiari, le finiture opache, i tessuti neutri, con qualche tocco di colore che vivacizza e crea il filo conduttore dell'arredamento di tutta la casa. Perché nulla viene perso nella storia del design e lo testimoniano tanti modelli firmati da designer storici, ancora in produzione e addirittura in edizione limitata (i Maestri di Cassina, gli oggetti di Zanotta, le riedizioni di Gufram e B&B Italia).

Gira che ti rigira, forse, stiamo tornando al criterio di scelta dei nostri genitori, che prediligevano oggetti e colori che non avrebbero stancato. Almeno non prima di qualche decennio. Un bel segnale di responsabilità, una dimostrazione di cautela nel rispetto della tanto sofferta crisi, o magari semplicemente la necessità di ambienti sereni e luminosi. Serena e luminosa, proprio come vorremmo la nostra casa e la nostra vita, due realtà che si influenzano a vicenda e che si intrecciano nel quotidiano, sempre alla ricerca del bello (secondo noi).

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