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Curiosità

IoT nell'arredamento.

Da tempo si fa un gran parlare di Internet delle cose, Internet degli oggetti o, più semplicemente, di IoT (che ne è l'acronimo) come di una rivoluzione che ha coinvolto, e coinvolgerà, la globalità degli aspetti: dalle attività quotidiane di ciascuno, al lavoro, alla sanità, alla viabilità (Veichle to Veichle), al trasporto, all'energia, fino a toccare l'industria, per la quale è già stato coniato il termine IIoT (Industrial Internet of Things).

Ma di cosa si tratta? E perché può cambiare il nostro modo di vivere?

La risposta a questa domanda è nel concetto di IoT: al di là della tecnica che vi sta dietro, per Internet delle cose si intende connettere, tramite Internet, apparati elettronici oppure oggetti contenenti dell'elettronica (per esempio sensori) a sistemi di acquisizione dati, di controllo remoto o semplicemente ad altri oggetti.
Questi oggetti possono essere anche di uso comune, cui si aggiungono sensori per rilevarne le condizioni oppure elettrodomestici, corpi illuminanti, sistemi di home-entertainment, domotica, telefonia di una casa, elettromedicali e persino capi d'abbigliamento (qui si parla di elettronica indossabile).

Perché l'IoT

Ma qual è lo scopo di avere oggetti connessi? In realtà gli scopi sono molteplici, alcuni evidenti, altri latenti ed altri ancora da definire; di certo c'è che dotare un oggetto di una connessione di rete (quella elettiva è il wireless, piatto ricco che si contendono varie tecnologie come Bluetooth 5, WiFi, ZigBee) permette di monitorarlo e di trarne informazioni, ma anche di gestirlo a distanza.



Avere oggetti e apparati dotati di sensori di vario genere consente di acquisire dati sulle condizioni ambientali e operative. Tanti oggetti eterogenei, dislocati in casa, al lavoro, nei luoghi pubblici, sulle automobili ecc. produrranno un fiume di dati (non a caso si parla di Big Data) che potranno essere aggregati, divisi per categorie, memorizzati in grandi server e utilizzati in vario modo dopo essere stati analizzati. Categorie di dati saranno vendute ai soggetti interessati ad analisi di mercato e statistiche e permetteranno di risparmiare tempo e denaro nell'allestimento di studi specifici. Inoltre, permetteranno di accelerare la ricerca e lo sviluppo di nuovi prodotti ed altro ancora.

Se vogliamo, un classico esempio di IoT è lo smartphone che molti portano in tasca: non è un telefono ma una piattaforma che integra un microfono, un accelerometro, un ricevitore GPS ed altri sensori. I dati forniti possono essere raccolti e convogliati lungo la connessione dati della rete cellulare e utilizzati per conoscere i percorsi quotidiani, le abitudini della persona e via di seguito: tutte informazioni utilizzabili a fini commerciali, dando per scontato che non vengano sfruttate a fini un po' meno nobili…
Un altro oggetto che incidentalmente fa parte dell'IoT è lo smartwatch.

L'IoT è quindi importante non solo per le applicazioni cui spiana la strada, ma anche per lo sviluppo commerciale che implica nella tecnologia di gestione dei dati, nella connettività e via di seguito: serviranno nuove reti, nuovi computer, nuovi strumenti di analisi dei dati, senza contare che sorgeranno nuove aziende nell'IT, sia produttrici di hardware, sia fornitrici di servizi. In poche parole: nuove opportunità di business.
Sicuramente è qualcosa di importante, dato che Internet è stata già preparata (con l'aggiunta del protocollo Ipv6 per accettare i miliardi di dispositivi che l'IoT affaccerà al mondo della Rete).

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IoT in casa

Un settore che verrà coinvolto dall'IoT e che già è stato in parte rivoluzionato dalla domotica è quello della casa: un frigorifero connesso a Internet e dotato di sensori sui ripiani o telecamere intelligenti sarà in grado di informarci, tramite un'app, di cosa è finito o sta per finire, compilandoci la lista della spesa, ma potrà anche trasmettere a una centralina di gestione energetica informazioni sulle sue richieste orarie di elettricità al fine di poter ottimizzare i consumi di casa. Lo stesso vale per lavatrici, asciugatrici, forni ecc. che potranno sia fornire dati sul loro utilizzo (carico, programmi, consumo d'acqua) sia ricevere comandi per funzionare nel migliore dei modi agli orari desiderati. Etichette intelligenti sulle confezioni degli alimenti potranno essere lette dalla credenza o dal frigorifero per ricordarci la scadenza dei cibi.

Lampade intelligenti, ormai divenute oggetti d'arredo, potranno rilevare lo stato dell'illuminazione nell'ambiente e adattarsi alle esigenze degli occupanti producendo la luce calda o fredda, più o meno intensa, in base anche alle preferenze. Questo è reso ancor più semplice dalla diffusione dell'illuminazione a LED, dove i corpi illuminanti a LED RGB oggi consentono di scegliere a piacimento la tonalità della luce e impostarla da remoto e da Internet.
L'illuminazione può anche avere il ruolo di mezzo di comunicazione e diffondere Internet o fare da link dati, come già avviene in luoghi aperti al pubblico con i LiFi (il WiFi trasportato dalla luce opportunamente modulata).



Sensori indossabili potranno fornire dati sulla temperatura corporea delle persone o informazioni da altri elementi della casa e regolare automaticamente la climatizzazione dei locali; sempre i sensori indossabili o lo smartphone permetteranno alla domotica di capire quando gli occupanti sono usciti e portare la casa nelle condizioni di risparmio energetico, abbassando il riscaldamento e l'illuminazione degli ambienti.

Mobili e oggetti d'arredo dotati di sensori dei parametri ambientali coopereranno con la centralina domotica della casa fornendo dati utili all'impostazione di tutti i servizi collegati; sensori posti negli armadi ci ricorderanno quando le camicie stirate stanno finendo, quando è un po' che non li apriamo per prendere un po' d'aria, mentre poltrone intelligenti contenenti sensori comunicheranno la temperatura corporea, le pulsazioni, i movimenti per indicare a noi se è il caso di assumere un medicinale e al sistema domotico quando ci stiamo addormentando ed è meglio abbassare la luce, spegnere la TV o semplicemente risvegliarci per suggerirci di spostarci in camera da letto.
Sempre i mobili, dotati di sensori, potranno comunicare quante volte al giorno vengono aperti e chiusi, per fornire ai costruttori dati utili ad ottimizzarli e a migliorarne la robustezza; ma anche acquisire informazioni da etichette intelligenti sui capi.

Nella casa del futuro, l'arredamento e gli accessori si integreranno con la domotica divenendo sempre più funzionali, incorporando sistemi elettronici oggi distinti e cooperando nella gestione domotica.

Sensori per l'IoT

Gli oggetti smart (intelligenti) possono incorporare una gran quantità di sensori specifici, i più comuni dei quali sono:
• sensori di temperatura e umidità, che rilevano le condizioni dell'ambiente o dell'oggetto cui sono applicati;
• telecamere, eventualmente supportate da un hardware di riconoscimento d'immagine che produce azioni in base a cosa viene inquadrato;
• rilevatori di luminosità;
• sensori di movimento e vibrazione, che rilevano le sollecitazioni nell'ambiente o lo spostamento delle persone, o anche il battito cardiaco;
• ricevitori GPS, che determinano la posizione della persona o del veicolo;
• microfoni più o meno selettivi che rilevano suoni, voci e rumori.

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