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Usa biancheria da cucina eco, decora casa e aiuta l'ambiente

L'espressione "biancheria da cucina" comprende tutti quegli accessori che servono per apparecchiare la tavola e cucinare. All'interno del gruppo troviamo quindi sia le tovaglie sia i grembiuli da cucina e i canovacci.

Di solito, non prestiamo particolare attenzione a questi oggetti. Li trattiamo come qualcosa di tutto sommato poco importante, che non influenza il nostro stile di vita. In realtà, non è così: i giusti coordinati per la cucina possono rivoluzionare il design della stanza. In più, sono molto più importanti per l'ambiente di quanto non si creda.

Di quale materiale dev'essere fatta la biancheria da tavola in cucina

Partiamo con un punto spesso sottovalutato: i materiali usati per la biancheria da cucina. Quando decidi di comprare una tovaglia o un canovaccio, tendi a concentrarti su aspetto e/o prezzo. Di fatto, quasi nessuno sa dire di cosa sono fatti i coordinati per la cucina che ha a casa. Non senza aver prima controllato, quanto meno. Eppure, il materiale usato ha un proprio peso.

Quali sono i materiali più usati?

  • Carta, usata soprattutto per i tovaglioli. Si trovano anche tovagliette da colazione e tovaglie in carta, comode in caso di pasti con tanti ospiti. La biancheria da cucina in carta è usa e getta.
  • Tessuti naturali, come cotone e lino. A seconda della composizione e della lavorazione, possono essere più o meno resistenti. Si sporcano facilmente, ma sono anche facili da lavare.
  • Tessuti sintetici, come il poliestere. Si sporcano meno facilmente rispetto ai tessuti naturali, ma sono anche più rigidi e meno eleganti.
  • Vinile, lavabile con un colpo di spugna e resistente. Lo si usa soprattutto per le tovagliette da colazione, facili da macchiare con caffè e cacao.

Per la biancheria da tavola della tua cucina, ti sconsigliamo la carta. Benché comoda nell'immediato, sul lungo periodo ti porta a spendere di più. Il vinile è invece comodo per le tovagliette, ma nulla di più. La scelta rimane quindi tra tessuti naturali e tessuti sintetici.

I coordinati per la cucina salveranno l'ambiente

Abbiamo visto i criteri funzionali dietro la scelta della biancheria da cucina. Sotto questo punto di vista, tessuti naturali e sintetici sono pressappoco sullo stesso piano. Cambia l'impatto che hanno sull'ambiente, che rimane l'ultimo criterio per fare una scelta consapevole.

La biancheria da tavola in carta è in assoluto la meno ecologica per due motivi:

  • ti spinge a produrre più spazzatura, dato che va cambiata a ogni pasto;
  • comporta uno spreco di energia e materiali, dato che bisogna produrre tanti pezzi in continuazione.

Tovaglie e tovaglioli riutilizzabili dovrebbero essere la scelta migliore. Quale tipo di tessuto va usato, però?

I tessuti sintetici usati per i coordinati per la cucina sono in gran parte derivati del petrolio. La materia prima usata è quindi estremamente inquinante. I trattamenti chimici usati per la lavorazione peggiorano la situazione, dato che comportano un ulteriore impatto sull'ambiente. Infine, i derivati del petrolio non sono biodegradabili e non sempre sono riciclabili.

Il compromesso migliore tra funzionalità, bellezza e rispetto per l'ambiente è il cotone. La biancheria da cucina in cotone è realizzata con materiali rinnovabili e naturali, al 100% riciclabili. Inoltre, stanno aumentando le aziende che usano solo cotone bio lavorato con processi a risparmio energetico.

Come scegliere le tovaglie (e i tovaglioli)

Avere rispetto per l'ambiente non significa dover rinunciare al design, anzi. I set di biancheria da tavola per la cucina 100% naturali possono riservare piacevoli sorprese. In primo luogo, i tessuti in cotone o lino sono molto più morbidi di quelli sintetici, quindi cadono meglio lungo il bordo del tavolo. Senza poi contare le nuove tecniche di colorazione naturale, che permettono di ottenere colori brillanti e fantasie di design.

Assicuratoti che la biancheria da cucina eco può essere anche di design, non resta che scegliere i coordinati per la cucina migliori.

Prima di tutto, assicurati di avere un buon numero di tovaglioli di stoffa coordinati con la tovaglia. Dato che vanno messi a contatto con la bocca ed è facile che si sporchino, andrebbero lavati un po' più spesso rispetto alla tovaglia. Averne qualcuno di scorta ti permette quindi di mantenere un design uniforme, anche senza lavare tutto ogni volta.

Per quanto riguarda le dimensioni, una tovaglia per l'uso quotidiano dovrebbe misurare 20 cm in più del tavolo per lato. Vale per tavoli rotondi e rettangolari. Le fantasie più di tendenza in questo momento, invece, sono:

  • fiori, sia sull'intera superficie sia solo sui lati, dal sapore shabby-chic;
  • righe e rettangoli, ispirati al design delle cucine scandinave;
  • stampe a contrasto dal sapore etnico, realizzate con colori molto accesi.

Anatomia del canovaccio da cucina perfetto

Il canovaccio da cucina è forse il pezzo di biancheria più trascurato in assoluto. Ciononostante, un buon strofinaccio serve per: asciugare posate e pentole; asciugarsi le mani; recuperare le teglie dal forno. Proprio per questo motivo, è sempre presente e sempre in bella vista, specie nelle cucine piccole e strette. Ciò lo rende un pezzo di arredamento a tutti gli effetti.

Come dev'essere un canovaccio?

  • Coordinato con il resto della biancheria da cucina e con i mobili. Dato che andrà appeso al forno o all'apposito gancio, assicurati che sia abbinato a tutto il resto. Per quanto riguarda le fantasie, ti rimandiamo al paragrafo precedente sulle tovaglie.
  • Abbondante. Gli strofinacci sono i pezzi di biancheria da tavola che si sporcano prima e andrebbero lavati almeno ogni due giorni. Tienine in casa almeno 9, non necessariamente tutti uguali ma comunque sempre coordinati.
  • Assorbente, per asciugare le stoviglie e le mani. Da questo punto di vista, i materiali migliori sono il lino e la spugna di cotone. Entrambi hanno l'ulteriore pregio di essere naturali ed ecologici.
  • Rettangolare, per essere più versatile e facile da usare.

Un'alternativa al classico canovaccio da cucina è il rotolone di carta assorbente. Di nuovo, sconsigliamo la scelta dell'usa e getta: aumenta la quantità di spazzatura e di risorse usate per la produzione.

Perché dovresti usare i grembiuli da cucina

L'ultimo tassello di un perfetto set di coordinati: i grembiuli da cucina. Pur essendo fondamentali in ambito professionale, sono relativamente poco diffusi in quello domestico. Eppure, sono comodi e aiutano l'ambiente, a modo loro. Proteggono infatti i vestiti dalle macchie, evitandoti di doverli mettere a lavare al primo schizzo d'olio.

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Per trarre il meglio dai grembiuli da cucina, assicurati che siano:

  • traspiranti, per gestire meglio il caldo dei fornelli. Per fortuna, i tessuti naturali hanno anche questo pregio;
  • resistenti, affinché durino più a lungo. Il cotone è il materiale migliore, da questo punto di vista;
  • facili da allacciare e slacciare, per poterli indossare ogni volta che ne hai bisogno;
  • facili da lavare, in modo da non sprecare detersivo e acqua in trattamenti e lavaggi multipli;
  • coordinati con il resto della biancheria da cucina, dato che andranno appesi all'apposito gancio e rimarranno in bella vista.

La biancheria da tavola per la cucina, i grembiuli e i canovacci sono solo in apparenza accessori di serie B. Nel loro piccolo, possono aiutare l'ambiente o danneggiarlo, se realizzati in materiali non riutilizzabili e non riciclabili. Inoltre, possono aggiungere colore alla cucina e diventare dettagli di stile, conferendo personalità anche alle cucine più sobrie.

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